Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 219
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0227
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ÌSTEDII'E. 219

cfoe suonano rotonde agìi oreccfoi, levano
in ammirazione gl’ ignoranti | donde ha ori-
gine l’ applauso cfoe foanno certi poeti tra
il popolo i E qni sì che ci sta bene il po-
pulum appello etiam togatos . Non sa la
volgare schiera , quanto sia dura impresa
trattar cose non mai trattate ; quanto per
esprimere di nuove cose sia difiicile trova-
re di nuove forme leggiadre , poetiche , e
quali nella nostra lingua dispiaciute non
sarebbono nè a Virgilio, nè ad Orazio ; che
in tal maniera solamente si può giugnere
al nova carmina dell’uno, e alVadhuc in-
dictum ore alio dell’altro. Tengono in con-
trario a gran dottrina il far mostra di quei-
!e puerilità, che registrate si trovano nella
reggia di Parnaso : ìa sterile abbondanza
di ricopiare le novelle di Ovidio e di Pro-
perzio passa per uno sforzo d’ invenzione i
e credono aver dato di loro una gran pro~
Va, quando amoreggiando con la loro don-
na han fatto uu lago di mitologia. Ghe sl
ha eglì a dire vedendo a’ giorni nostri in
uno epitalamio i buonì genj non solo aC"
compagnare Imeneo, che gli precede cin~
to di croco e con la facella in mano; ma
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