Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 220
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0228
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd14/0228
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
220 L E T T E a É

sparger noci contro a? lemuri e agli altri
genj maligni nimici d’Imeneo? se non che
tma tal poesia ha così poco che fare co’ no-
stri sposalizj ? che vi ha che fare l’antica
pittura delle nozze Aldobrandine .

A Dio non piaccia , che daìla poesia
sbandire si vogliano le deità pagane , che
Fhanno tante volte abbellita, e sono gra-
ziosi emblemi di molti verì e fisici e mo-
rali . Ma come deità appunto che sono ,
non si vorria senza i debiti rispetti con-
durle in ogni luogo, farne abuso e profa»
narle in certa maniera. Quanto piacciono
gli amorini, i satiretti e le ninfe introdotti
negli eruditi soggetti dell’Albani, altrettan-
to dispiace il vedere, che con le galere
di santo Stefano , e con lo sbarco di Ma-
ria de’ Medici a Marsiglia abbia mescolato
Rubens le Nereidi e i Tritoni. II fare a'
giorni nostri un conveniente uso deìle co-
se antiche è materia delicatissima , e per
trattarla si richiede una mano maestra ,
quale appunto è la sua.

Ella continui a dipingere ne’suoì versi
le cose moderne , e a procurare d’ intro-
durre ne’ nostrì eserciti gii antichi modi

de!
loading ...