Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 280
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0288
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zSo L E T T E R E

tato a Paluello fu indarno . Le mie farni-
gliari yicende m’ Iianno forteinente inter-
rotta questa impresa , qual ella sia . Sono
al libro 18. , ma dei primi dieci ci avrò
a risare almen seimila versi . II principio
è stato uno schiccherar versi aila huona
per soccorrere il degnissimo signor Malet,
che non sapendo il greco , navigava pei
scogli del Salvini senza bussola , e v’ im-
pazzava . Gli stimoli deil’amico che s’ap-
pagava dei modo mio, e ii mio presumere
di migliorarlo e di sar cosa buona, m’han-
iìo tenuto nella carriera sin a quest’anno,
che per la morte di mia inadre mi trovo
trasversalmente benefìcato di quarantamila
ducati in case e campi ; ed ecco nuova
faccia di cose, e nuova vicenda nella mia
piecioìezza . Case rotte e cadenti , campi
mai conci e dispersi, l’assittare, il ristau-
rare e cose simili mi son tutto iì dì per
le mani da y. mesi in qua ; e 1 a conclu-
sione sì è, che se mio padre non mi des-
se la tavola, avrei poco di che vivere sino
al iy4^- Oh , il mio dolcissimo sig. Con»
te, mi trovereste voi un mecenate da rnette*
re in fronte ad Omero, che mi ristauras-

se
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