Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 283
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0291
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd14/0291
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
I TT E D X T E » S83

ghi a torto oscurato e guasto , ed jhanno
altresì avvisato il mondo a non prestar più
tanta fede al Garo, che io non avrei mai
creduto cosx trasandato, e falsario . Se non
fosse un mistero , saprei ben volentierissimo
chi sia quest’ emulo di Terpandro , a cui
sono scritte, giacchè so chi sia Polianzio
leggiadrissimo ; a cui, se v’ è giustizia nell’
Eliso, l’ombra certo del gran poeta vendi-
cato intercederà dalla madre d’ Enea dol-
cezze maggiori di quelle ancora, che gode
quell’altro Polianzio, di cui parla il grazio-
so Congresso di Citera . Circa l’edizione
poi del Pallavicino in poche parole ìe dirò ,
che è bellissima , e vi si scorge in tutto
il buon gusto dell’editore, sì per i ritrat-
tì, e per gl’indici delle canzoni d’Orazio,
i quali si possono chiamare piuttosto sen-
sate note, come per la vita del tradutto-
re, per le dedicatorie , e prefazioni , ìe
quali, oltre all’essere piene di spirito , sono
ancora accortissime per quelio, che spetta
al criterio, che ella sopra quest’autore ha
lasciato giudiziosamente traspìrare. Replico
adunque , che le ne ho perpetue obbliga-
zioni.

Sen-
loading ...