Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 321
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0329
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd14/0329
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
iNEOf'FE. 321

falso rende riprensibili i concetti ; e lo non
mi son mai proposto che il vero : può dar-
si che io me ne sia alcuna volta inavve-
dutamente dilungato; ma non può essermi
utile una correzione in genere che non mi
addita le lucciole prese per lanterne. Pur-
chè la verità sia il quadro , non v’ è poe-
ta nè greco , nè ìatìno , nè d’ altra quaP
sivoglia nazione , che non si rechi a debito ,
non che a pregio , l’adornarlo di una beP
la cornice. È vero, che siccome altre vol-
te i Goti contarninarono la nostra architet-
tura, così dopo la metà del secolo XVII.
la nazione che dominava in Italia introdus-
se nella nostra l’arditezza deììa sua poesia;
arditezza che non era ripugnante alìa na-
tura del suo ciima, feconda in tempi più
remoti de’ Seneca, de’Lucani, e de’ Mar-
ziali, e accresciuta poi a dismisura dal ge«
mo fantastico delia letteratura araba, colà
dagli Àfsricani trasportata e stabilita . È
yerissimo che s’ incominciò allora fra noi
a perder la misura, e la proporzione delle
fìgure, e applicati unicamente a far cornicì,
ci dimenticammo dì far quadri ; ma que-
sta pianta straniera non allignò in guisa nel
,To* XIV, 2£ buon.
loading ...