Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 322
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0330
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5s2 L e t t e r è

ìmon terreno d’ Italia , che non vi fosse ,
anche nel tempo ch/essa fìoriva , chi pro-
curava estirparla. Ed è poi palpabile che
da un mezzo secolo in qua non v’ è bar-
cajuolo in Venezia , non frictì ciceris em-
ptor inRoma, nè uomo così idiota nell’ul-
tima Calabria , o nel centro della Sicilia,
che non detesti, che non condanni, che
non derida questa peste che si chiama fra
noi secentismo. Onde quando io fossi an-
cor tinto di questa pece, quodDeus omert
avertat. , non so come il mio traduttore
fondi la sua compassione sopra un’infermi-
tà che ìa nostra Italia non sofsre. Ha pur
troppo la sventurata di che farsi compian-
gere senza inventarne i motivi. Io non ho
letto ancora cotesta traduzione francese
deli’opere mie, per una certa reprensibile
mancanza di curiosità che si va in me tU
giorn'o in giorno accrescendo, ma in gran
parte ancora per delicatezza di coscienza .
Io mi conosco incontentabile in fatti di
traduzioni, e non ho voluto esponni a di-
venire ingrato a chi rni ha reputato de-
gno di cosx faticosa applicazione . Quando
la mia ouriosità si aumenti, e i miei scru»

poli
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