Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 325
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0333
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Ua ragion se consiglio non rifiuti,

Ben di nuovo udirai nella tua mente
Risuonar que’pensier cìi ora son muti.

Poco dopo entrando nella materia :

Vedi quei pastorel che nulla or pare ?
Quel de’futuri Cesari, e Scipioni
Foce sarà, come de fiumi il rnare .

Parlando della mia greggia r

Pasci i fiori, or che lice, e l' erhe molli;
D’ altro fecondi in altra età saranno,

Che sol d’ erhe} e di fiori i sette colli.

E neìlo stesso conssitto, ma in diyerso pro-
posito :

Sa da sè stessa la virtà regnare}

E non inalza, e non depon la soure
Ad aj'hitrio deltaura popolare.

Questi ìampi ne’quali hanno ìa maggior
parte del merito iì caso, la necessità, la
rnisura , e larima, e ne' quali sì riconosee
forse troppo lo studio dei poeti latini non
ridotto ancora a perfetto nutrimento ; sa
Dio fra cpmnte puerilità usciyan© inyilup»

X 5 pati.
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