Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 326
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0334
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pati. Buon perme, che il tempo non mx
lia lasciato materiali, onde tradir me me-
desimo ; temo che la passione di compia-
cervi avrebbe superato quella di risparmia-
re il mio credito . Or per terrainare il rac-
conto, questo mestiere mi divenne e gra-
ve , e dannoso. Gravissimo , perchè sforza-
to dalle continue autorevoìi richieste mi
conveniva correre quasi tutti ì giornì , e
talora due volte nel gìorno istessos ora ad
appagare il capriccio della dama , ora a
soddissare la curiosità di un illustre idiota,
ora a servir di riempitura al voto di qual-
che sublime adunanza, perdendo così rui-
seramente la maggior parte del tempo ne-
cessario agli studj miei. Dannoso, perchè
la mia debole sin d’allora, ed incerta sa-
lute se ne risentiva visibilmente. Era os-
servazione costante che agitato in quella
operazione dal violento concorso degli spi-
riti rni si riscaldava il capo, e mi s’infiam-
mava il volto a segno inaraviglioso , e che
nel tempo medesimo e le mani , e ìe al-
tre estremità del corpo rimanevan di ghiac-
cio . Queste ragicni fecero risolvere Gravi-
na a vaiersx di tutta la sua autorità magi-

straìe,
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