Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 357
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0365
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd14/0365
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
IwEDÌTÈ»

Quanto alla forma esteriore, io dico es-
sere il verso più. dilettevole della prosa, sì
per la scelta delìe parole , e delle fìgure ,
come per la facilità di render molto più
vive leimmagini, di quel che faccia la so-
praddetta; daì che nasce tutta l’ammirazio-
ne e il diletto . Quìndi diceva il prefato
Giraldi : che da G-reci, e da Latini avevano
imparato gV Italiani a dividere in canti i
loro poemi ; e che ciascun canto tant’ oltre
si stende, quanto si può acconciamente di-
re in una volta , ed aver senza fastidio V
attenzion di coloro , ol quali i poeti rivolgo-
no i loro ragionamenti. Ed in vero, se il
romanzo conviene coìl’ epopeja nella mate-
ria e nel modo, come sostengono il Gra-
yina, il Torquato, ed il Summo (1), per-

chè

r azion dagli amori ; come Omero prese per
materia del suo poema la guerra di Troja , e
perl’azione o per Ia forma lo sdegno d’AchiI-
le . Così l’Ariosto pigliò per nxatferia l’assedio
di Parigi, e il furore d’ Orlando per azione .

(i ) Di fatto non c’è alcuna differenza essen-
ziale, ma solo accidentale. E se sono, come
dice il Gravina, collocati i romanzi in un ge~

Z 3

nere
loading ...