Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 358
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0366
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S58 L E T T E R E

chè non dee altresì convenire nelio stro-
mento? Par duaque che monsignor Uezio
non avesse intenzione di defìnire i roman-

zi

nere distinto , lo son da quellì, cìie piu daU
la disferenza delle parole a capriccio inven-
6ate, che dalla conoscenza della cosa tirano
il lor sentime?ito .

Prova dottamente il Tasso , che non v’ è dif-
ferenza tra l’ epopeja e il romanzo , poichè
tutti e due convengono nella diversità delle
cose imitate , riella maniera dell’ imitare , e
negli stromenti co' cjuali s’ imita . Convìene
V epopeja e il romanzo nelie medesime azio-
ni, cioè nelle illustrì, e cjuelle illuslri, che
so7io fondate non sulla grandezza de'fatti or-
rihili e compassionevoli, ma sopra la gene-
rosità e la magnanimità d' alcuni eroi. Imì-
ta cjuesto e quello coli' istessa maniera nell’
nno e nell' altro voema , perchè vi appare
la persona del poeta ; vi si narrano le cose,
nozi si rappresentano ; imitano co’ medesimì
istrumenti, perchè V u?io e l’ altro usa il ver-
so , Qual generosità di concetti, qual grandez-
za di fatti e d! imprese si può mai trarre da
que’ romanzi, che sol ti propongono avvenimeu-
ti o baga'ttelluzze d'amore?
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