Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 364
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0372
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saiirio Inglese che scrisse la vita d’Orrlero,
sostiene che questo poeta avesse apparato
le favole di Circe, di Scilia , e di Cariddi
dai Feaicj che viaggiavano per l’ Italia «
Or perchè non potevan cotesti aver recato
anche a’Milesj le favole sibaritiche, e in
altre parti dell’Asia in cui trafsicavano ?
Pretende inoltre FUezio, che dall’Asia mi-
nore passassero i romanzi nell’Attica ; ina
temo ch’ ei dica ciò di suo capo . Imper-
ciocchè fra il tempo in cui vi furono ro-
manzatori nelI’Asia rninore , e nell’Attica
c’è una distanza di ij5. anni ; atteso che
tra Dionigi milesio ( essendo ignota l’ età
d’Aristide) che il primo fu fra gli Jonj, ©

Clear-

questi a’Sibariti, non posso capire come nelìo
spazio di sette anni che passa da Ciro alla
distruzione diSibari, abbian potuto metter ra-
dice, e allargarsi cotanto le favole sibaritiche.
Che i Romani avessero ben accolto le favoìe
mentovate, sembra mostrarlo il passo d’Ovidio
citato dall’ Uezio , nec cjui composuit ?iuper
Sybaritìda fugit, ma non perciò si deduce che
da Sibari abbìano quelli apparato a scriver co»
se d’ amore.
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