Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 367
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Pulci ha tratto il suo Morgante, ch’è un
romanzo piacevole, dalle novellucce toscane,
nelle quali , soa degne d’ osseryazione lo
sue parole , non son rneno frequenti mchi
Fiorentini, che fossero i Greci già nelleloro.
Ouanto leggiadrarrsente scrivessero , e fra
tutti gli altri riuscissero i Fiorentini nelle
novelle d’ amore bastevolmente ìo mostra
il Boccaccio , il Pecorone , il iibro delle
cento novelle . Quanti graziosi romanzi non
si possono fare di queste (1)!

lo

(1) lo non intendo perchè monsìgnor Uezio
non mostri tutta quella stima clie si conviene
al Boccaccio . Egli fu appunto il primo fra gì'
Italiani che scrisse romanzi in ottava rima ,
com’ è Ia Teseide ; e siccome il dotto prelato
in un luogo di questa sua dissertazione chiamò
i proverbj parabole raccorciate, così ancora le
noveìle di lui si possono dire compendiosi ro-
manzi, sì per l’ammirabile espression de’carat-
teri d’ogni qualità di persone ch’egli introdu^
ce , come per la varietà e per l’ intreccio di
molte strane venture . Ha già mostrato Giason
de Nores nella sua poetica , che si possono
quelle in gran parte ridurre e a’ poemi , e ad
ogni sorte di dranxmatica rappresentazione ; se

n è
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