Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 377
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0385
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1 sr E D I T E . Z’JJ

Quanto dà piacere il vecler cri'dcate le co-
se proprie da veri intelligenti, altrettanto di»
spiace iI sentirle sotto , dirò così, ii toi’chio
deg-l’ ignoranti , dal quale siano spresse o
iodi o biasmo , sono sernpre da computarsi
per io stesso valore. Pur troppo nel seco-
k> presente in ogni paese è cornune il cor-
rotto gusto neli’architettura ; e chi più F in*
tende sono li meno ricercati, onde poi si
veggono sì niai ideate e regolate sabbri-
ehe ; non eccetuo la mia patria da tai er-
rore, abbenchè non raanchino inoìti di Fìno
gusto. Di Bologna non parlo , poichè veggo
quanto ella ne dice . Stiino assai ii signor
Bibiena , nè saprei chi xneglio di lui cli-
pinga scene, ma aitrettanto la di lui manie-
ra di architettura non mi piacerà mai.

Nè tal gusto depravato ho creduto mo-
eierno in BoÌogna, coine dissi nei mio libro
degl’ ornamenti deli’ architettura civiie se-
condo gi’aotidii, rna Pho prodotto sino al
tempo di Sebastiano Serlio. Di ciò ella ben
sa, che aneor debbo giustifìcarmi con pro-
ve maggiori, poichè tal mia opinione rnol-
to ciispiacque al signor conteCasali, corne
giusto estimatore della patria sua. Giacchà
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