Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 378
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0386
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S78 I* E T T E K E

però mx è yenufa sotto ìa penna tal que»
stione, a lei yoglio ìasciar tutto l’arbitrio a
deciderla , pronto a rimettermi qualunque
siasi il giudizio suo „ Nè mi caderà -in mea-
te esser ella inBoIogna, aver costì succhia-»
to il latte delle lettere e delle scienze ,
nè i mille oggetti di varia sorte amabiìi
egentiìi, che avendoli sotto gl’occhi possa-
no occupare Fanimosuo, onde sincero non
ahbia a giudicare . Yenìamo aìla questione,
A1 capo secondo del mio libro ( che giace
eome giacerà sempre inedito ) ho riferito
il passo di Sebastiano Serlio che si trova
nella prefazione aì suo libro delle porte ,
» Ma , o voi architettori fondati sopra la,
» dottrina di Yitruvio ( la quale somma-
« raeate io lodo, e dalìa quale io non in-
» tendo allontanarmi xnolto ) abbiatemi per
» iscusato di tanti ornamenti, di tante ri-
33 quadrature, dx tanti cartocci, volute , e
di tanti superssui, ed abbiate riguardo al
33 paese dove io sono, supplendo voi dove
33 averò rnancato«. Da questo passo ne ca«
vai ua’ iilazione , cioè che sino a queì tem-
po regnava in Bologna il depravato gusto
^ell’architettura „ A questo mio sentimentQ

fu
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