Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 390
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0398
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd14/0398
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
S90 L E T T E R E

sempre ereduto, che molti di tali incomo-
di scansar non si possano da chiunque al
par di lui tener si voglia religiosamente at-
taccato al suo autore. Solo la mia disami»
na avrà per iscopo primario due classi d'er-
rori, cioè l’avere iì Salvini in più d’ un luo-
go con un gìro troppo ampio di parole
snervata la forza e Fenergia del greco lin-
guaggio ; e, trascurando la verità e schiet-
tezza del sentimento dell’ autore , avergli
ciò fatto dire, a che mai non pensò. Ap-
presso toccherò pure corne dì voìo alcuni
altri viziosimodi, per ragion de’ quali non
si mette il greco poeta nella dovuta riìe-
vata comparsa .

E per cominciare dai primi, non vi par
egli, che inciampi sul bel principio , allor»
chè traducendo il vocabolo ’2{juydt0 , v? im»
piega que’ versi P

Che de’ topi il diluvio distruggesti
Peste de’ nostri campi, e però sminteo
Da noi t’ appelli.

Se la parola ÌBpivStO avesse l’equivalente ita»
liano , che esigesse questa o simil circon-
scrizioné per esprimer tutta la forza del

gre*
loading ...