Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 391
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0399
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd14/0399
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
Ineditb. 3qi

greco, il tradattore arrebbe ragione di ciò
bire : così iì vitpi’Knytpt'rx di Giove , il \vj%à-
;kivoì di Giunone, siccome averxti in nostra
ìingua il proprio valore , si recano nelia
medesima, il primo con la perisrasi di ra-
ganatore di nugoli, ed il secondo di dea
dalle bianche braccìa. Ma nel caso nostro
iion va così , non corrispondendole altra
espression convenevole che Sminteo, che
quadra a puntino colio Smintheus ìatino ,
come Ovidio cantò :

Consulitur Smintheus, lucoque obscurus opaco

Ghe se vorremo indagare donde mai traes-
se una chiosa di simìi fatta , ricaveremo
averla lui derivata dalia favoìa stessa di Apol-
ìo sminteo ; tale chiamandosi dall’aver esso
ucciso i topx che infestavano le campagne
di Crisa, i quali in iingua cretense appel-
lavansi . Ma oltrechè questa favoia

non è universalmente abbraccìata ( recan-
dosi da altri un’ interpretazione assai diver-
sa, come accenna Didimo antichissimo seo-
ìiaste di Omero ) riesce-qui afsatto intem-
pestiva, siccome pure intempestivo sarebbe
il comento di queglì , che volendo volga-

Bb 4

riz»
loading ...