Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 394
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0402
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3g4 L % T T E B. E

ristici aggiunti, che ne esprimevano la pa-
terna derivazione , o ìe precipue virtù , e
taiora aìcuno de’lor difetti. Seguendo per-
tanto Ornero il genio di sua nazione , ha
voluto ingentilire i nomi degli eroi e de-
gli deì che imprende a celebrare , loro ap-
plicando dolci ed armoniosi composti, che
ne formano il lor primario carattere . Così
per significare la naturale eloquenza di Ne-
store , dalla cui bocca più dolci del mele
scorrean le parole, lo chiama t/S'utirès soave
■parlatore. Volendo esprimere il ìeggiadro
e ridente aspetto diVenere, le dà Fepite-
to di tpiXojuaS'ris, che si compiace del riso :
la qual maniera di favellare seguendo Vir-
giìio, non è maraviglia, se nelì'Eneide si
riscontrin sì spesso il pius e il pater, che
suoìe unirsi ad Enea . Lo stesso pure de©
dirsi di àyiXti;7 predatrice, epìteto a Miner-
va convenientissimo , siccome cjuella che
alle battaglie presiede . E non è dunque
da condannarsi il Salvini , se altrove co-
gliendo nel vero senso, l’ha poi qui falli-
ta, profanando con miscuglio di parole F
awaiunto alla dea Pallade dalìa veneranda

OO

antichità consecrato?
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