Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 417
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0425
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Inedite* 417

manìere del dire colla stessa grazia e leg-
giadfia contorniate, di cui va adorno l’ori-
ginale. lo confesso ingenuamente, che fra
ì molti pregi che vanta il salviniano tras-
latamento , v’ ha anche questo di hgurare
mirabilmente in più d’un luogo, ed espri-
mere le immagini vive e naturali dell’ini-
mitabil prìncipe de’ poeti . Pure io son d’
avviso, che in altri avrebbe potuto surro-
g-are italiane espressioni schiette più di ca-
rattere, e rispondenti assai d’appresso aìla
forza del greco verso . Tra le molte ne
trascelgo qui alcuna, che assoggetto al vo-
stro lucidissimo discernimento .

Q’py.ocr ì'K ióuKuyoio, <rtpiv kuTx S'céxpu yiaau .

Cosx Omero nel terzo, parlando di Elena ;
e il Salvini :

Della camera uscì molle di pianto .

Ma quel riptv Suxpu yiaau, che versa un
tenero pianto, dice qualche cosa di più ; e
si vede che il poeta ha voluto serbare una
sì dilicata espressione per la bellissima Ele-
na, usando d’ ordinario in altra il solo S&

To: XIV. D d xpv
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