Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 423
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0431
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd14/0431
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
1 N E D I T E . 4s3

TIpùroc y ìyàv imcnv Trapijaopoci, vf Sépis iV< •

dice Agamennone sul principio del secon-
do ; ed egli :

Prima co’ dettì miei farontie prova ,
p alla maniera usata tenterogli.

Qui fortemente sospetto, cbe il celebre
traduttore non abbia troppo bene messe
alla disaroina le ultime parole deì verso
p Ségis £<ri, alle quali fa corrispondere alla
maniera usata ; sebbene propriamente null’
altro signiiichino che in quanto è lecito ^
ed in quanto è giusto, e doveroso ; equiva-
lenti al fas, o cequum de’Latini, o alVooiov,
ed òaix, o ìlxxiov de’Greci: la qual manie-
ra di esprimersi avrete osservato essere fre-
quentissima sì nella prosa , come nel ver~
so , travandosi tanto H èn'gis isriv, e iàigis iptv,
che « us irlv . Così Platone , » yxp Hrnns
su’S's ‘Txiyz , h yxp 'ùigts xvrto , conciossiachè
non è lecito a colui il mentire; e altrove,
o slyP htchv vtvl òigts, che non è lecìto il dir-
2o, come interpreta Cicerone. Similmente
Apollonio' 0LV700S h òigts i?i, che si volta ,
come conviene. Cosx neli’ingegnoso epigram-

Dd 4

ma
loading ...