Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 14): Lettere Italiane — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-14]

Seite: 433
DOI Seite: 10.11588/diglit.28092#0441
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Inedite* 455

eccita in lei la corapassionevole idea de’ so-
spiri e lamenti, ehe mettono i feriti com*
battenti, se lo vedrete tradotto inquell’ari-
de parole, strali d’ un acuto fischio, le qua-
li soltanto in noi risvegliando il sibilo nelb
aria prodotto dalle volanti saette, nulla ci
fanno sentire di più ?

In certa comparazione del séttimo par-
lando il poeta di naviganti, ai quaìi, do-
po aver molto sosferto , sopravviene buon
vento, dice:

. . . . . . . . ivf.Tyrj s\xrp<n

' TIóvtoP 'ÌKxvvov'tss , xcesAtxTM <s’ vtt ò yvtx hshvvTx'.

che comentasi :

Coi be?i puliiì abeti allora il mare
Spazzan : tolta alle membra è La stanchezza .

Ma io non saprei oppormi al parere di
quei, che per avventura dicessero avere il
Salvini tradotto a rovescio la sentenza di
Omero , poichè io tengo ferma opinione ,
ehe queìle parole : Le membra si sono sciol-
te daìla fatica jcxsmtco <s’ vtto yvice hshvvTxi $
( che riguardano quasi che intero il secon-
do verso italiano ) non voglian dir veraraen-
To; XIY. E & te
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