Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 16): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-16]

Seite: 92
DOI Seite: 10.11588/diglit.28094#0100
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stri, che le produzioni d’ ingegno vogïion©
da noi correzione iafinità, se vogliamo che
le rimangano alla posterità. Io non ardisco
per niun conto nè debbo pormi nel bel
drappello . Longe sequor et vestigia semper
adoro . Ma pur mi giova andar dietro a
quelie tracce , e seguire i sentieri segnati
da voi, che questa certamente è la via bre-
vissima per la immortalità ; e il seguire ed
imitar voi in quanto un puô è poetare
more geometrico . Mi piace senza iine che
voi abbiate giudicato quella mia disserta-
aioncella su’re di Roma non indeçrna d’es-

O

servi stata trasmessa Io non ho mai vedu-
to il libro che mi accennate cosi in con-
fuso , nè per quanto ne abbia domandato
qui, niuno ha saputo darmene conto . Ma
che debbo io dire che il Virgilio il Catul-
lo e il Sofocle del secolo, che Voltaire ira
somma ( non corisiderandolo se non poeti-
camente ) abbia letto sei volte la mia pi-
stola sul cominercio ! lo i' ho riletta ( vel
confesso ) con qualche compiacenza dacchè
la è tanto piaciuta a voi. lo vorrei pur
guarire l’ Itaiia da quella febbre lenta di so-
netti che se I’ è cacciata addosso da un

tem-
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