Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 159
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0169
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proprio ingrandimento con certa discrezio»
ne ed arte fosse stata da Crasso diretta, se
del sno profuso, benchè avido dell’ altrui 3
come il Catilina di Sallustio, stato e’ fos-
se ; 'se l’ oro in somma considerato eglî
avesse come relativo e possente mezzo in.
ogni afsare, non come positiva cosa, e,
secondo che il più degli tiomini fanno,
reale per sè stessa : nel che agli arabiziosi
avviene come a colui, che cercando mogîie
per altri, invaghitosene poi menossela egli
medesimo. Quindi egli in uno stato cor-
rottissimo, in una città, che non aspetta-
va per vendersi che il compratore, non sa-
li con immense ricchezze se non da altri
portatovi colà, dove Cesare con mediocri
facoltà rispetto alîe sue, ma megîio diret-
te, da sè stesso pervenne. D’umanità e d’
ufhzj, che non gli costavan nulla, non fu
altrimenti parco : e l’eloquenza, che glî
costava soltanto studio e tempo, perdita
per nulla riputata dagli avari, fu da Iui
soinmamente coltivata ; con cui molto piu
volentieri assisteva gli amici suoi, che co’
denari; de’ quali. benchè ne prestasse tal-
volta senza usura, era al termine prescrit-

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