Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 160
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0170
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l6o S A G G I O

to della restituzione cosi importuno esatto-
re, che veniva a distruggere il benefizio,
e ad inimicarsi in un subito coloro, i qua-
li egli avea durato gran pena a yolersi fa-
re amici. Tu non credi mai che un uomo
da te scoperto per vizioso t’ abbia benehca-
to per motivo di virtù ; e quindi prendi
con piacere occasione di scuotere il giogo
per sè stesso abbastanza importuno della
gratitudine, e di riconoscere altrui come
benefattore. E qual più bella occasione al
nostro amor proprio, che di scorgere in
lui avarizia, ch’è di tutti i vizj il più con-
trario alia beneficenza ed alla società? Ma
lasciando da parte una morale da non ri-
velarsi forse, perchè pur troppo vera ; egli
è certo che di tutti i vizj 2’ avarizia è il
peggiore. Ella si è una ruggine, che s’ in-
sinua e serpe sopra le più spiendide azio-
ni, e le corrode al fine; laddove Ia prodi-
galità almeno è una certa pulitura, una
vernice, che dà pregio e risalto alle più
mediocri. JMè guari andô che risentinne
Crasso in singolar maniera gli effetti, al-
lor quando Silla, sotto cui onoratamente
inilitato avea, risolvette per li continui suoi

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