Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 161
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0171
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SUL Triüiyirato, ‘x6l
scandali di non più. metterlo a niurxa pub-
blica impresa (i).

Ma se la natura infuso avea a Crasso un
s'i possente nemico all’ elevazion sua, non
gliene suscitô la fortuna un minore nella
persona di Pompeo, alla cui chiarezza e
gîoria rivolti erano allora gli occhi tutti
aell’universo (2), a cui Silla medesimo era
forzato di rendere onori, chs tanto rneno
a Crasso piaceano, quanto più meritargli
conosceva il suo rivale. JMon è altrimenti
necessario essere nè un profondo Macchia-
velli nè un acuto Boccalini, per iscorgero
quali modi tener dovesse Crasso con Pom-
peo per averne buon partito : simulare con
esso la più stretta amicizia, e suscitargli
sotto mano nemici, alienandogîi più che
mai coloro, ch’ egli per una certa assuefa-
zione al comando non sapeva aocarezzare,
nè poteva difendere in giudizio ; lodarlo

senza

(1) Vedi Plut. in Crasso .

(2) Converterat C/i. Pompeii persona totum
in se terrarum orbern, et pe/ie Jiomine major
habebatur. Vell. Pat. lib. XI. Hist. Rom,

To: XYII.

L
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