Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 162
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0172
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lÔZ S A G G I O

senza misura clinanzi a Silla per rencîer-
glielo sospetto; ingegnosamente adularîo per
farlo divenir vano, e renderlo , se possibil
era , autore clella propria rovina ; cose tut-
te facili da immaginare ad ognuno, che
risguarcîerà il gran fme di Crasso, e non
vorrà di lui fare nè l’ uomo di Zenone nè
il cittadino di Dicearco.

A cotesti astuti modi non seppe altri-
menti attenersi Crasso; che veggiamo anzi
aver lui professato aperta invidia a Pom-
peo, ecl esser persîno giunto a rispondere
con certo sogghigno acî un, che diceva: E’
sarà tosto qui Pompeo il Grande : E quanto
'veramente grande (i) ! Nel che oltrepassô
di tanto cîella prudenza il segno, quanto
motteggiando e non agendo contro l’avver-
sario suo non misuro in modo alcuno V
utile col pericolo: Vulnera parva nocent (2),
Se ad ognuno dannosa si è questa sorta di
spirito, simile alla moglie, di cui gli altri
prendon diletto, mentre il marito dispia-

cere

(.1) Plut. in Crasso .

(2) Luc. lib. VIII.
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