Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 163
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0173
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fcere ed onta ne riceve (1); quanto il JSà
maggiormente ad uomo di stato, di cui
più sono considerate l’azioni, e meno deb-
bon esser vedute? Irx qual torre di bron~
zo, fra quali ferree porte non dovrà egli
cbiudere questa lubîica e pericolosa mo-
glie? E in verità più sano consiglio è sem-
pre il sar male altrui cbe il dirne: poichè,
posto da parte l’utile, la memoria del ma-
le, cbe tu sai ben dire, dura molto più
lungamente che quella del male, che tu
fai. L’acutezza dâ vita al bel dettoj e vi
sono nazioni intere, appresso alle quali i
inotti fan testo ed autorità. Eterna adun-
que è 1’ ingiuria, che in tal modo fai „■
Senza che e’ non manea giammai all’ elo-
quenza, che fe’già in Grecia il panegirico
d’ Elena, nè arte nè colori per ricoprire il
nero dell’umane azioni; laddove tutta i’at-
tica e latina persuasione , e quella più se-
duttrice ancora d’un occhio nero e d’una

bocca

(i) II sig. Pope nel suo Saggio sopra, ia
critica, parlando dello spirito in generaie dice ;

Tlie owner’s wife, which the otliers men enjoy.

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