Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 164
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0174
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I o

164 S A G G

bocca vermiglia non valsero raai a far be-
nignamente interpretare un motto raaîigno.
11 vede ognuno, scoccato ch’egli è, voîar
per 1’ aria come la saetta d’Oraero, avido
del sangue allrui. Dicesi che l’ultima guer-
ra ebbe principalmente origine da un raot-
to tedesco, che i Francesi non credono
ancora abbastanza riparato . Fece Narsete s
ogni cosa in Lombardia mescendo , costar
caro all’impero il motto dell’imperadrice7
che all’ arcoiajo e al fuso colle sue donne
il rimandava ; e Cicerone, dileggiator di
professione sofserto da Cesare, pagô in bne
molto più che non valeva quel suo famo-
so contro Ottaviano (1). Si pentono gli uo*
mini di stato più presto mai sempre di
quel ch’ hari detto, che di quello ch’han
fatto ; e puô dirsi de’ motteggiatori, se ve
n’ha, cpiel che Yirgilio dell’api:

Illis

(1) Ipsum Caesarem nihil sane de te cjue-
stum, nisi dictum, (juod dicunt te dixisse
laudandum adolescentem , ornandum} tollen-
dum : se non esse commissurum ut tolli pos-
sit. Epist. di D. Bruto a Cicerone 20. lib. XI.
Famil.
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