Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 166
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0176
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facsimile
1SS Saggio

iion poteva essere illustrato dal gran trion-
fo ; sommo il disonore anzi l’infamia della
perdita, se fosse stato battuto da una vil
truppa di servi ; cosicchè s’egli ne veniva
felicemente a dne, non sarebbe mai stato
per questo paragonato nelle cose militari a
Pompeo ; se no? perdeva anco la riputazion
delle civili, nelle quali gli era superiore.
Ma come clie sia, per non parere in ciô
soverchiamente cavillosi, poichè forse Cras-
so , essendo allora Metello , e amendue
Pompeo e Lucullo assenti, non potè one-
stamente rihutar quest’impresa, che sem-
bra per altro non aver ricercato ; s’ avvide
ben egli presto dell’ ërror suo, d' aver cosî
solennemente cantato la palinodia rispetto
a Pompeo chiamandolo in ajuto. Non era
egli questo un confessare che Pompeo, si-
mile ad Achille in Omero, avea solo a
farsi vedere sul vallo per cacciare i Troja-
ni? S’afsretto adunque a finir solo questa
guerra ; non cosi perô che non ne toccas-
se un picciolo avanzo a Pompeo, che ba-
stôgli per iscrivere in una bella lettera in
senato, che Crasso in yero avea vinto i fug-
gitivi îa una onorata battaglia, ma ch’ esso

avea
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