Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 169
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0179
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SXJ.L Tritjmvuato, 169
re potè tornare a Catulo, altro non dovet-
te che vergogna partorire a Crasso, cagion
della gloria del suo collega.

Sospettossi grandemente ch^ egii fosse
complice della congiura di Catilina; della
qual suspicione, corae ad ognuno è noto,
il gran Cesare stesso non ando immune.
Le pratiche, ch’egli aveva, e la protezio»
ne, ch’ e’ dava ai cattivi secondo il suo co-
stume (1); nel che pare ch’ egli non fosse
come nel resto inconsistente ; potrebbono
farlo credere ; oltre gl’ indizj , clie n’ ebbe
Cicerone, ed una lettera, ch’ egli stesso re-
côgli de’congiurati al discoprirsi del fatto,
volendo forse, accusando altrui il primo,
prevenire di non essere accusato, e farla
da buon cittadino, avendo fallito i disegni
del cattivo. Vedesi ancora come non mol-
to dappoi parlando pubbiicamente del conso-
lato di Ciceronej di cui nè parlava questi
nè udiva mai abbastanza ; magnifîcamenle
disse, come dell’ esser senatore, dell’ esser

cic-

(1) Ne Crassus more suo, suscepto malo-
rnm jjatrocinio , rempublicam 'verteret, Sai «
lusî. de Bello Catil.
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