Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 170
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0180
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170 S A & G I O

cittadino, della libertà e vita stessa egli
Vobbligo ne avea a Cicerone; come quante
volte la propria moglie, quante volte la ca-
sa, quante volte la patria vedeva, ahret-
tante vedeva il benefizio suo (1); parole
dette cla lui per avyentura con arte, e na-
turalmente bevute con avidità da Cicero-
ne, il qual ne condisce una lettera all’
amico suo.

Yenne finalmente col ritorno di Cesare
dalle Spagne ia grand’ epoca cli Crasso, il
tempo vo’ dire clella maggior sua potenza.
Fece Cesare, come più sotto disfusamente
discorrerassi, nascere iniine amistà fra co-
stui e Pompeo, e con essi unitosi strinse

in-

(i) Çrassus posteaquam vidit illum (Pom-
pejum ) laudem excepisse ex eo , quod suspi-
carentur homines ei consulatum meum place-
re , surtexit, ornatissimeque de meo consu-
latu locutus est, ut ita diceret : se quod es-
set senator, quod civis, quod liber, quod vi-
veret, mihi acceptum referre ; quoties conjri-
geni, quoties domum, quoties patriam vide-
ret, toties se beneficium meum videre. Ad
Attic. ep. 14. bb- !•
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