Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 176
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176 S A G G I O

strettezze il ridusse la credulità sua per l’
arabo Ariamne (1), e poi per Andromaco;
il non aver voluto per troppa superbia se-
guire i buoni partiti, o il non averlo po-
tuto per soverchio timore. Abbandoniamo-
lo alle imprecazioni di Attejo, ch’egli rese
co’ mali suoi modi veraci, ai maio suo ge-
nio e all’imprudenza e all’ ingordigia sua,
che il condussero a deplorabil morte cosi
iungi dalla capitale, in cui sola fiorir po-
teva e sostenersi contro la potenza de’suoi
rivali.

Parmi già udire alcuno o ipocondriaco,
o malcontento delia fortuna dire, che tutto
tjueste massime , questo clee seguirsi, quelV
altro figgirsi, questo è prudente consiglio,
itnprudente qucst’ altro, sou belle e buone
iu un libro, ma che in conto niuno alla
pratica della vita conducono : siccome lo
studio delle matematiche puô pascer l’ani-
mo, e ad una certa Iussuria di spirito sod-
disfare, ma in nulla servire alle meccani-
che utili ed alla società necessarie ; intan-

to

(1) Dion Cassio lo nomina, lib. XL. Crass.
in Parth. Augaro üsroeno .
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