Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 177
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0187
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S U L TrîUMVïîIATOs 1 fjsJ

fo cîie si veggono in queste uorainî rozzî
ed ignari trovare invenzioni comodissime
e nel mondo gente gosfa e di niuna rifles-
sione sar sortuna. Dicono non avervi ia
ciô nè misura nè regola ; dipendere il tut-
îo dal capriccio della sorte ; e da un cer-
to riscontro di circostanze con diversi mo-
di di procedere farsi talora i medesimi ef-
setd, e co’ medesimi, diversi:

Jllc crucem scelcris prelium tulit, hic dia~
dema (1).

Aggiungono, gento verbosa, e cïie Iia bi-
sogno di sfogo, l’ eserapio sra molti altri
di Atenaide e d’ Icaria, 1’ una delle gualî
pervenne all’irapero d’oriente per la ripu-
tazioa sua di dottrina, il perdette l’altra
per Ia menom’ombra, che diede, e suspi-
cione di spirito : esempio dialogizzato fra’
suoi Morti dal sig. di Fontenelle, ch’è sen»
za dubbio il più ingegnoso apologo di que-
sta massima. Dio ci guardi ( interrompia-
mo pur noi alla Eae ) dal fondar massimo
generali della condotta degli uomini, o dal
prescriver la ricetta della pietra filososale

po-

M

(1) Juven. Sat.

To: XVII.
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