Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 185
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0195
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S U L T R I u' M V I It A T O . 1 85

lo nè pretore nè consolo, al clispetto cli
Siila, ed a lui ne’ comizj superiore fece
pur consolo Lepiclo, anirnoso uomo e ne-
mico suo (1), ii qual poscia dopo la xnor-
te di Silla divenne arnico deile parti silla-
ne per esserne capo, e nemico si fece cli
Pompeo.

E’ non v’ Ixa dubbio alçuno, chi vorrà
un tal poco considerare le cose con atten-
zione, aver la gloria e la riputazion di
Pompeo cagionato in gran parte l’abdica-
zion di Silla clalla dittatura. Egli amo me«
glio rassegnar di buona vogîia ciô, che po-
teva essergli tolto per forza, benchè forse
Pompeo non avesse osato prenclerlo per sè,
e parer buoxr cittadino, non potendo con-
tinuar felice tiranno. Vicle senza dubbio
agevolmente egli stesso, che i’avvenir tal-
volta vedeva (z), quello, cne Pompeo gii
disse : corne è più riverito il sole quando
e’nasce, clxe cjuando tramonta (3); e in

tal

(1) Plut. in Sulla,

(2) Ognun sa la predizione, ch’ ei fece tra
le altre di Cesare .

(3) Plut. in. Pomp.
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