Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 198
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0208
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iyi un Perpenna lo liberô già di Sertorio x
qui Farn-ace liberollo di Mitridate nel tem-
po appunto, che rinfrescato d’aniino e di
forze meditava, novello Annibale, il famo-
so tragitto per la Scizia e per la Pannonia
in Italia. Facilmente poi soggiogô la molle
Arabia, e invase l’indisciplinata Palestina,
dove la religion dei Giudei di vacare non
solo da ogni opera, ma dalla propria dife-
sa ancora il giorno di sabbato, gli agevolô
sommamente l’ espugnazion del tempio di
Gerusalemme, la più forte rocca loro (1).

Ritornato Pompeo .in Italia cosi Imnino-
so, quale il veggiamo ancora nell’ orazion
<di Cicerone (2), e licenziato l’ esercito a
Brindisi, menô il terzo trionfo suo deli’
Asia, il più magnihco e splendido che aves-
se mai veduto Roma; fra i trofei del qua-
le uno aveane del soggiogato universo (3).

E in

(1) Dion Cass. Bellum JucLuic. lib. XXXVI.

(2) Pro lege, Maniliu.

(5) TJjium ( trophaeum ) autem magjmm
sumptu ingejiti ajjparaturn, c/uod de orbe ter-
rarujjz ijiscriptionem habebat. Dio Cass. lih.
XXXYII. Pojnpejus victor.
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