Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 204
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cenziasse Pompeo le sue genti (i)? ma ben-
si che licenziatele, nulla doyesse intrapren-
dere ad ottimo cittadino in qualunque ma-
niera inconveniente : siccome gli uomini
maggior castità’esigono da un monaco, che
dallo stesso non faceano quand’ era ancor
laico ; talchè inolto più di scandalo reca
loro la menoina incontinenza sua dappoi,
che il maggior suo libertinaggio di prima.
Levossi apertamente contro di lui Catone,
che rifiuto a quel tempo di far seco pa-
rentado (2); e Cicerone gli declamô con-
tro co’suoi amici (3); ed il consolato di
Afranio, inetto ed inutile a’ suoi fini, fu

dop-

(1) Vell. Pat. lib. II. c. 4°. Plut. in Pomp.

(2) Piut. in Pomp.

(3) Tuus autem ille amicus ( Pompejus )
( sci/i cjue/n dicam ? de ejuo tu ad me scri-
psisti, posteaquam non audereô reprehende-
re, laudare coepisse ) nos, ut ostendit, ad-
modum diligit, amplectitur, amat, aperte lau-
dat ; occulte, sed ita ut perspicumn sit, in-
■videt, nihil co/ne, niliil si/nplex, nihil zv toTs
TroKtTs/Sis honestum, nihil illustre, nihil for-
te, nihil liberum. Epist. 10, lib. I. ad Attic.
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