Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 214
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0224
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Sti4 Saggio

ch’ è peggio ancora, diviene7 coine il fra-
te del Macchiavelli, ministro e mezzano
clelle disonestà altrui?

In cotal moclo divenne Pompeo più che
mai odioso al senato, e men che prima
caro alla plebe, e dispregevole innanzi agli
occhi di tutti. Poco tempo appresso nel
tribunato di Clodio abbandonô vilmente Ci-
cerone (1) , dall’ eloquenza del quale era
stato ornato e soffolto, alla furia del tri-
buno ed all’ ascosa vendetta di Cesare ; e
se cooperô dappoi al ritorno suo dall’ esi-
lio, parve, come scrisse poscia artifîziosa-
mente Antonio a Cicerone, che per ren-
dergli benefizio çominciasse dal fargli in-
giuria (2) ; auzi non volle egli stesso che
Cicerone gliene avesse gratitudine alcuna,

fa-

(1 ) Quod ei { Pompejo ) crediderim , cjuem
esse nefarium no?i putarim. Cicer. epist. 8,
lib. III. ad Attic,

(2) Ouare, ?ni Cicero , te rogo , ?it tibi
omnia integra serves, ejus Jidem ùnprobes,
cjui tibi ut bencficium daret, v?'ius injuriam
fecit. Epistola di Antonio a Cicerone, inserita
nell’ 8 del lib. X. ad Attic.
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