Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 215
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0225
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sul ThiüMvîïiÂTO. à i S
sacendogli espressaraente dire per Quinto
suo fratello, che quanto avea per lui fatto
1’ avea onninamente fatto per rispetto di
Cesare (1).

Erasi Clodio, uorao eîoquente ed auda*
ce, cui nè diffîcoltà nè atrocità d’ irapresa
atterriva, di talenti dotato, e nei vizj ira*
merso, inacchina adattatissinta a sconvoîge^
re uno stato, purchè diretta da una politi-
ca superiore, famoso per la violenza delle
azioni sue, e più per l’ odio di Cicerone;
erasi, dico, Clodio scatenato contro Pom-
peo stesso, abusando della podestà tribuni*
zia in danno di chi restituita 1’avea (s),
forzandosi di rivocare alcuni suoi atti, e
pubblicamente svillaneggiando in piazza co*

lui,

(1) Sec/ue (Pompejum) quae de mea salu-
te egisset, voluntate Caesaris egisse, ipsum
meum fratrem testatus est. Cicer, lib. I. acl
Fam. epist. 9.

(2) Ob haec irattis Pompejus , eoque potis-
simum , quod cuirt ipse tribunis piebis pote-
statem suam reddidisset, eavi contra ipsum
Clodius usurparet ; Cicùroncm revocandum si-
bi statuit. Dio Cassius, îjb. XXXVIÏI. Cicero
exul, in fîne.

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