Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 231
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0241
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sïïl Triumvïrâto. fiji
qualche ricompensa. Diinaudayano o che
gli foss© prolungato il governo e il tempo
della milizia, o che potesse chiedere il
consolato assente. Giusta era aîrneno in
apparenza la dimanda di Cesare, e delica-
te erano le circostanze, in cui trovavasi
Pompeo. Egli è chiaro che quanto alla pro-
îungazione della milizia non dovea neppur
ascoltare il partito. Restava la domatida ^
che assente potesse doinandare il consola-
to come premio delle sue fatiche. Si.ccO'-
me questa domanda appoggiata era da die-
ci tribuni e da un considerabilissimo parti*
to, dovea guardarsi Pompeo dal negarla ad
nn nemico doppiainente armato, e non por
mente a’vani romori di Catone. Si trova
in fatti ch’egli nol fece ; anzi che aggiun*
se un articolo alla legge portata conîro co-
loro, che dimandassero il consolato assen-
ti, in favor di Cesare, che divenia un’ec»
cezione della regola generale. In cio mi
pare ch’ egli bene adopero , contro l’avviso
di Cicerone, che annovera questo fatto fra
gli errori di Pompeo (i); e bene adoperô,

sol

(1) Omitto illa vete?'a ( subintellige jjecca-'

P 4 /«);
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