Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 242
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0252
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2.^2, S A G G I O

armato forse un giorno a fare con un ne«

mico disarmato.

Fu sordo a’buoni usfizj di Cicerone, il
quale più che gli altri vedeva gli errori
del Magno, e le fatali conseguenze di un’
aperta rottura con Cesare; fu sordo, dico,
a’giudiziosi consigli dell’oratore, e ]ascins«
si trarre dalla violenza del consolo Marcel-
ïo (1), i cui littori a quel teinpo più non
valeano un’armata. Parve d’altra parte co-
si malé informato di quel che si passava
nell’esercito di Cesare, o cosi credulo al-
le interessate relazioni che ne avea, ch’eb-
be a dire in senato non essere altrimenti
i soldati affezionati a Cesare, e che alla
prima occasione l’avrebbero del tutto ab-
bandonato (2), In somma agi Pompeo sull’
ultimo con quella risoluzione, a cui le sue
forze risponder non poteano (3) ; uso vio-

lenza

(1) Plut. in Pomp.

(2) Praeterea cognitum comperlumque sibi
alieno esse animo in Caesarem milites, ne-
que Us posse persuadere, ut eum defendant,
aut sequantur. De Bello Civili , Iib. I.

(5) Ei caussae, quam Pompejus animatus

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