Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 255
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s u l Triumvirato.- 2,55
una durezza più che stoica, che non di-
stingueva la repubblica di Platone dalla fec-
cia di Romolo (î), e non conosceva altra
virtù che la ferocità (a). Non avea egli
forse discaro di poter vendicare sotto il
bel nome della causa pubblica le private
inimicizie, che avea con Cesare (3); ben-
chè poco dappoi cominciata la guerra per
questa medesima causa,, riconoscesse, se
vuolsi credere all’ eloquente e timido Cice-

rone,

(1) Sed tamen ille ( Cato ) optimo animô
ntcns, et summa fide nocet interdum reipu-
blicae : dicit enim tancjuam in Platonis ttoXl-

, non tanquam in Romuli faece scnten-
tiam. Ep. 1, lib. II, ad Attiç.

(2) Nel Catilina del sig. Crebillon, tragedia
da lungo tempo aspettata, v’ hanno i seguenti
quattro versi, ch’ io intesi con sommo piacere
recitare dall’ autore :

Timide soupçonneux et prodigue de plaintes,

Ciceron iit toujours 1’avenir dans ses craintes;

Et Caton d’ un génie ardent, rnais limité,

Ne connoît de vertu que la fërocité.

(3) Catonem veteres inimicitiae Caesaris in-
citant, et dolor repulsae. De Bello Civili,
üb. I. sub initio.
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