Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 261
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0271
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facsimile
s u l Triümvirato. 261
U? Non cousiste, dic’ egli, la repubbîica in
certe case e in certe mura, ma negli Dei
tutelari, che portiam nosco. Temistocle fe-
ce pur lo stesso, pensanclo che una città
sola a sostener non valesse V urto e il flutto

di

Haec explica cjualia sint. Cic. ad Attic. ep. 11,
lib. VII.

II sig. ab. Mongault, a cui dobbiamo una
delle belle traduzioni, e il niiglior commento,
ctie per avventura sia mai stato fatto, stimabi>
le non tanto per le cose che vi sono, quan-
to per quelle che non vi sono , non è stato,
come suol essere, chiaro e nitido nella tradu-
zione di questo passo . Egli ha tradotto - Ego
enim ot'iropâ) etc. Pour moi je n y comprens
rien : et je n y vois aucune apparence de
raison ; nel che non fa abbastanza sentire la
dubitazione di Cicerone, e le due faccie, che
prèsenta ad Attico in questo afsare . La prima
comincia dal Tum nihil absurdius, e la se-
conda Rursus autem . Questo io dico piuttosto
per giustificar me stesso dell’ essermi alcun po-
60 allontanato dalla tracluzione del sig. ab. Mon-
gault, che per criticare un uomo, a cui tutti
gli studiosi di questa parte della storia roraa-
na debbono avçre obbligazioni inhnite.

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