Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 268
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0278
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vana speranza, della cui fallacia. ben pre-
sto s’aceorse, come colui, che mandô poi,
rna troppo tardi, per esso (1). In cotal mo-
do cedette a Cesare la capitale, che il frut-
to esser doveva della guerra, e il dinaro,
che n’ è il nervo, quando hai per altro
buoni e fecleli soldati (2), corae ne aveva
senza dubbio Cesare.

La campagna, ch’ei fece in Italia prima
di abbandonarla del tutto, come avea fat-
to di Homa, rispose a cosi cattivi princi-
pj. Giacev'a il Magno senz’animo, senza

con-

Non pecunia omnis et publica et privata
adversario tradita? Ep. 3, lib. VIII. ad Attic.

(1) Hoc cujuS7?iodi est? HII. id. febr. Ca-
puam C. Cassius trib. pl. venit, attulit r?zan-
data Po7?zpeii ad consules, ut Ro^Jiam, ve?ii-
re?it, pecuniam de sanctiore aerai'io auser-
rent, statim exirent urbe relicta. Redemit ;
sjuo praesidio ? Deinde exemit ; quis sinat ?
Cic. acl Attic. ep. 21, lib. VII.

(2} Vedi il capo 10 del lib. II. de’ Discorsi
del Macchiavelli : I denat'i notz sono il nervo
della guerra , secotido ch' è la comune opi-

mo7ze.
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