Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 279
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0289
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S TJ' L TrïÜMVIÏIATO. ^7 9

» fondare in un nomo, il quale se per l’ad-
w dietro si è dimostrato cattivo politico, uon
5> si dimostra ora raeno cattivo capitaao (i)p«

Ttdi erano i delitti, clie imputavano al
loro condottiero i Romani ; e queste repli-
cate querele se non faceano sï che fosse
abbandoaato, raffreddavano almeno fuor di
modo gli animi de’partigiani suoi. Vede-
vano d’ aitra parte in Cesare un uoxno sea-
za dubbio superiore a Pompeo, cne non
mancava di qualche apparenza di giustizia
per la causa sua, ch’ egli rendeva per al-
tro ogni di inigliore colla clemenza e dol-
cezza, colFattività, colla prontezza, coll’au-
clacia sua , co’continui suoi progressi (2),

e con

(1) Ne simulare quicLem ( Pojnpejus ) -pote-
rit quicsjuam, 'iroKirrx.ciu . Nos autem ubi exur-
gere poterimus ? aut quando ? quorum dux
quam àç-pariiynroi tu quoque animadvertis, cui
71e Picena quidem yiota fuerint. Epist. i3 ,
lib. VII. ad Attic.

Nec vero ille me ducit, qui videtur. Çfuem
(Pompejum) ego hominum àTroXiTixsoTctrov o-
Tnnium jam ante cognoram ; nunc vero etiam
àçpocrnyixMTXToy. Epist. 2,5 , ibid.

(2) Pompejo nunc putat satissactum ( Len~

s 4

tu-
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