Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 298
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0308
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298 S A G G I o

no amar lui trar Ia guerra in Iungo pef
prolungare a sè l’imperio (1), e che lo
chiamavano Agamennone re de’re, sicco-
me lo stesso Plutarco gli rimprovera di aver
fatto (2), e che lascia in dubbio Dione (3).
Sarebbe d’uopo per caricarlo afsatto di que-
sto grande errore, saper minutamente qua*
li riguardi dovesse egli avere per gli Sci-
pioni e per li Domizj, ch’ erano nella sua
armata, e fino a quanto foss’ egli costretto
di deferire alle opinioni altrui. S’ egli non
era altrimenti braccio della repubblica, ma
assolutamente capo ; qual onta per lui d'
aver azzardato in una battaglia quello, che
colla pazienza avria ottenuto ; d’avere espo-
sto al rischio della fortuna ciô, che confi-

darsi

(î) Et, si quanclo quicl Pompejus tardius
aut consideratius faceret, unius esse negotiunt
diei; sed illum delectari imperio, et consula-
res praetorioscjue servorum habere numero di*
cerent. De Bello Civili, lib. III. verso la iine.

(2) Plut. in Pomp.

(3) ts re e’Si\ovrùs, ùs xcti irdcvTUS viyJj-
qoùv , «rs Kzi vTto rûv aavôvrav èx./3ix3eh <rwvt0xK-
\î . Libc XLII. in principîo.
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