Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 299
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0309
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s v l Trittmvïrato. 299
darsi solo dovea alla solidità della pruden»-
za; di aver preferito i vani romori del suo
esercito ai gravi esempj di tanti capitani,
e sopra tutto del Massimo, che salvô tem»
poreggiando la repubblica ; d’essersi in fine
vecchio Iasciato indurre a far ciô, che non
volle mai giovanetto, quando resistette in
Utica ad un esercito intiero, ch’esigeva da
lui ciô, che credette contrario all’onor suo,
benchè conforme alla sua gloria.

Come che sia, dopo aver per alcun gîor-
nu rifiutato la battaglia ofsertagli da Cesa-
re (i), s’indusse finalmente ad accettar-

la,

(1) Caesar nulla ratione ad pugnam Pom-
pejurn elicî posse existimans, hanc sihi corn-
rnodissirnani helli rationern judicavit ; uti ca-
stra ex eo loco moveret, sempercjue esset in
itineribus ; hoc sperans , ut movendis castris,
plnrihusque adeundis locis, commodiore re fru-
mentaria uteretur; simulque in itinere ut ali-
cjuam occasionern dimicandi nancisceretur, et
insolitum ad lahorem Pompeii exercitum quo-
tidianis itineribus defatigaret. De Bello Civi-
li, Rb. III. c. 85. Plutarco in Pompeo applica
contro ogni ragione queste ultime parole alF
esercito di Cesare per render forse ïa catastro-
fe più niaravigliosa, o piuttosto per negligenza.
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