Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 311
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0321
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd17/0321
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
S U L T !U U H y 1 R A T O . 3 1 1

aîl’ eccellenza di Cesare, anzichè a man-
canza in me d’esame, preoccupazion di
meraviglia, o natural pendio all’ adulazio^
ne.

Non fuvvi per avventura mai uomo, il
cui ingegno venisse più presto a maturità
di quello di Cesare. In quell’età, in cui
si apre il cuore a quelle passioni, cui l’in-
costanza sempre accompagna e siegue so-
vente il pentimento, era tuttavia già tocco
Cesare da quelle, le quali per la vastitâ
deli’ oggetto, la longinquità del Bne, e la
difficoltà de’ mezzi son più convenienti a
riempire la capacità del cuore, e le mire
di una età più provvida ed avvanzata. Odo'
rava egli i passeggeri Bori dell’une, e si
preparava a gustare un giorno i tardi frut-
ti dell’ altre. I piaceri e l’ amore lo intrat-
teneano; 1’ambizione l’occupava. Dicono
i medici che nasce insieme con esso noi
una malattia, latente princîpio della morte
nostra, che costituisce la qualità del nostro
temperamento. Cosï puô dirsi delle passio-
ni o de’talenti, che fanno l’essenza dello
spirito e dell’ animo nostro ; i quali negli
womini agli altri superiori di buon’ ora dal
"V 4 germe
loading ...