Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 312
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0322
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germe loro sviluppandosi, l’indoîe e 1 a na‘
tura di cpelli senza molto tardare manife-
stano. Le prime parole di Ovidio bambino
furono, per cosi dire, de’versi : il Parmi-
giano inaneggio la penna prima per dise-
guare che per iscrivere : il Neutono indo-
vinava anzichè leggesse Euclide : Alessan»
dro giovinetto sospirava alle novelle delle
vittorie di Filippo ; e Cesare imberbe anco-
ra si mischiava nelle sette e nelle fazioni,
e avea formato il sistema di farsi, quando
che fosse, principe nella repubblica.

Lo splendore della famiglia Giulia è an-
cora innanzi gli occhi di ognuno. Volea
la tradizione che discendessero da Venere
abbandonatasi ad Anchise; o piuttosto cosi
volea la vanità Ioro, che cercava lustro,
facendo fare agl’ iddii ciè, che biasimato
e punito avrebbono negli uomini. Cesare
stesso non arrossi di dirlo su i rostri nella
laudazione di Giulia sua zia (x), cercando
per avventura di trar vantaggio da un pre-
giudizio e da un errore, di cui si beffava
egli stesso. Ma quel, che rese più che

qua-

(1) Svetonio in D. Julio, c. 6.
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