Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 320
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0330
Zitierlink: i
http://digi.ub.uni-heidelberg.de/diglit/algarotti1794bd17/0330
Lizenz: Creative Commons - Namensnennung - Weitergabe unter gleichen Bedingungen
facsimile
5ao S a o g i o

isfuggir la invidia, e per potere libero daîïe

faccende dare opera all’eloquenza in Rodi.

Illustre fu cotesto volontario esilio suo
per la punizione che diede a’ corsali, che
navigando in Rodi l’avean fatto prigione.
Dopo aver pagato loro un grosso riscatto,
venne con alcune navi (1) a sorprenderli,
gli sconfisse, e diede loro di propria auto-
rità quel supplizio, di cui li avea minac-
ciati quasi per gioco nel tempo della sua
detenzione. Racconta Yellejo Patercolo una
assai minuta circostanza di cotesta prigio-
nia sua, non credendo doversi altrimenti
ommettere ciô ch’è grande per sè, ben-
chè narrarsi non possa con ispeziose e ma-
gnifiche parole. Questa si è, che per tutto
il tempo che fu tra loro non si scalzô nè
discinse mai, affine di non dar loro di sè
sospizione alcuna, se per avventura nella
menoma cosa cangîato avesse il solito te-
nore della vita sua (2). Nel che adoperô

come

(1) Plut. in Pomp.

(2) Yell. Paterc. lib. II. cap. 41 : Cur emm
tjuod vel maximum est, si narrari verbis spe*-
ciosis non potest, omittatur?
loading ...