Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 322
DOI Seite: 10.11588/diglit.28095#0332
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parô ivi la proprietà degli ornamenti retto-
rici ch’egli usava , i quali, secondo il mi-
glior giudice dell’arte, soraigliavano ad ec-
cellenti quadri collocati in ottirao luine (i).

E perchè questo suo ritiro non potesse
altrui parere l’ ozio di uno scolare , ma
piuttosto l’esercitazione di un cittadino ro-
mano , navigô in Asia, dove il re Mitrida-
te mal domo dall’ armi, e pcco ritenuto
da’ trattati di Siila dava il guasto alle vici-
ne regioni. Ivi fatte genti, e cacciato dal-
la provincia il real prefetto, ritenne nella
fede le titubanti città (2), e gli occhi di
Ronia in sè rivolse.

Puossi riguardare questo primo periodo
della sua carriera, priraa che magistrato
alcuno ottenesse, corae una specie d’ em-

brione,

(1) Itaque cum acl hanc ele.gantiam verho-
rum labinorum, quae etiamsi orator non sis,
et sz's ingenuus civis romanus , tamen neces-
saria est, adjungit ille ( Caesar ) oraboria or-
namenta dicendi : tum videtur tamquam ta-
hulas hene picta-s collocare in hono lumine ,
Cic. in Bruto .

(a) Svet. in Julio, c. 4.
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