Algarotti, Francesco  
Opere Del Conte Algarotti (Band 17): Lettere Francesi — Venezia, 1794 [Cicognara Nr. 3-17]

Seite: 336
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336 S A G G I O

a gloria d’ imitare non che la pulitezza e
l’urbanità, ma la licenza e i ridicoli stes.
si di quel secolo cotanto luminoso.

Cesare giovane e culto non lasciava di
prender diletto, di conversar con esse; ed
ambizioso com'era, non dovea trascurar di
trarne profitto negli afsari. Doveano esse
per altro non ributtare un uomo giovane,
di sembiante bello, e di maniere nobili,
eloquente e liberale, e il quale è da cre-
dere non fosse già come i nostri cicisbeî,
figli dell’ozio e martiri del nulla, che so-
no nella milizia d’amor.e, come i Russi in
quella di Marte : poichè con un po’ di sale
e di orzo farai camminar, se fa d’ uopo,
ottocento miglia gli uni; e con un’ occhia-
ta ed alcuna espressione nutrirai gli altri
di speranza i dieci e i venti anni continui.
Sono dalla tardità di costoro disgustate Ie

don-

Yedi in Plut. in Pomp. il carattere di Cor-
nelia, che Pompeo menô nel terzo suo conso-
lato, Ia quale sapeva 1 a geometria e la filosofa:
Qiiid cjiiod libelli stoici inter sericos
Jacere pulvillos amant ?

Orazio ; ode 8, lib. V.
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